Realizzazione di fognature

 

 

Come facessero i nostri avi senza le fognature, è davvero un mistero.
Risulta incomprensibile una civiltà senza fognature per noi che molto spesso diamo per scontato questa silenziosa e maestosa rete che si dirama sotto ai nostri piedi e che quotidianamente ci permette di vivere le nostre vite in maniera serena.
Eppure, questa ingegnosa opera sotterranea è relativamente molto recente, così come siamo abituati a conoscerle.

Nonostante sia esistito, fin dall’inizio, il bisogno umano di realizzare delle fognature rudimentali, le fogne odierne hanno raggiunto un grado di innovazione ed ingegneria che le rendono due cose completamente diverse.
Le prime testimonianze storiche di fognature risalgono ad un periodo compreso tra il 2500 e il 2000 a.C. circa e sono state trovate nell’attuale Pakistan.

Le fognature antiche più efficienti furono però quelle di Roma. La prima cloaca romana di cui si ha notizia risale al VII secolo a.C. e fu progettata per bonificare gli acquitrini che occupavano le vallate alla base dei colli dell’Urbe e far defluire verso il Tevere i liquami.
La realizzazione più importante fu la cloaca massima, la cui costruzione fu avviata nel VI secolo a.C. sotto il leggendario re di Roma di origine etrusca Tarquinio Prisco.

Con la cloaca massima (inizialmente era un canale a cielo aperto ma successivamente fu coperto per consentire l’espansione del centro cittadino) i romani ci hanno tramandato uno dei più importanti esempi di ingegneria idraulico-sanitaria.

La svolta delle fognature aumentò di gran lunga il tenore della vita urbana, nella quale si concentrava maggiormente l’accumulo di rifiuti, e le condizioni igienico –sanitarie di tutta la popolazione.

Grazie alle fognature è stato possibile fare un ulteriore passo avanti, in parallelo all’avanzamento delle scoperte in medicina, verso la sanificazione e la pulizia civile delle città.

Ecco perché i sistemi fognari stanno alla base del nostro quieto vivere quotidiano.