Realizzazione di acquedotti

 

L’acquedotto è una tra le invenzioni più importanti e rivoluzionarie della Storia dell’uomo.
Grazie a queste magnifiche opere edili, abbiamo imparato ad incanalare e condurre l’acqua, una risorsa vitale, a nostro vantaggio.
La diffusione degli acquedotti ha sicuramente giocato un ruolo importante nell’ambito più generale del progresso e dell’innovazione.

Grazie all’addomesticamento delle risorse idrauliche, siamo giunti a varie applicazioni di questo
elemento, oltre a quelle più naturali ed intuitive.
Anche se comunemente si associa l’acquedotto all’Antica Roma, in realtà l’invenzione degli impianti di trasporto dell’acqua risale a molti secoli prima, quando, nel Medio Oriente, antichi popoli come
i Babilonesi e gli Egiziani costruirono dei sofisticati impianti di irrigazione.
Sicuramente i Romani, successivamente, hanno raffinato la tecnica di costruzione di questi miracoli di ingegneria idraulica.
I Romani costruirono numerosi acquedotti per portare acqua ai centri abitati e alle industrie. La stessa città di Roma ebbe la più grande concentrazione di condotte idriche con undici acquedotti costruiti nell’arco di cinque secoli, con una lunghezza complessiva di circa 350 km.

A partire dal sec. XIX le tecniche adottate per la costruzione degli acquedotti hanno conseguito notevoli miglioramenti, grazie soprattutto agli sviluppi della siderurgia che ha permesso, mediante
l’uso di materiali resistenti alle alte pressioni, la costruzione generalizzata di condotte forzate.
L’acquedotto moderno è costituito essenzialmente dalle opere di captazione e di presa delle acque e da una condotta (generalmente forzata) per il trasporto e dalle opere di distribuzione. La captazione può essere effettuata da acque sotterranee (falde freatiche e artesiane) o da acque superficiali.  Prima di procedere alla captazione delle acque, è necessario pertanto studiare le condizioni idrogeologiche che determinano, con le loro caratteristiche, i criteri da adottare per la progettazione delle opere di presa.

Data l’impurità di queste acque, gli impianti devono essere dotati di efficaci dispositivi di depurazione e di filtrazione (potabilizzazione).
Questi esami sono solo delle fasi di un processo ingente di costruzione di un acquedotto e sono solo
riportati a titolo esemplificativo per spiegare la complessità che ruota attorno a questo settore.
Il laborioso processo di realizzazione di un acquedotto può essere distinto in tre step:
1. Costruzione delle opere elementari di captazione (opera di presa): tramite impianti di
sollevamento si provvede alla presa dell’acqua da pozzi, sorgenti, o acque di superficie (pozzi o
laghi).
2. Posa di canali, tubazioni, condotte: dette anche opere di adduzione, consistono nella
costruzione della rete idrica di distribuzione che avrà il compito di condurre l’acqua a
destinazione. Il trasporto dell’acqua può funzionare a pressione o a pelo libero.
3. Messa in opera degli elementi di stoccaggio: i serbatoi sono elementi essenziali nella
realizzazione di una rete idrica in quanto assolvono alla funzione di stoccaggio che può essere
opportunamente utilizzata in tutti quei casi in cui la rete idrica non ha afflusso sufficiente di
acqua al fine di evitarne la totale mancanza di acqua nell’impianto.

Si tratta di un campo di intervento che richiede la presenza di figure specializzate.
Questo ricade in una delle aree di operatività di Sima srl. Nello specifico La nostra azienda si occupa della realizzazione, installazione e manutenzione di sistemi completi per tutto il ciclo dell’acqua.
Realizziamo sistemi di acquedotti per il settore pubblico, privato, per uso domestico e per uso agricolo, non solo a Pistoia e provincia, ma anche nelle zone limitrofe.